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Golf e ambiente

È opinione condivisa che l’attività sportiva aumenti la consapevolezza sui temi ambientali e porti con sé una forte valenza ecologica e sociale, candidandosi come valido alleato della sostenibilità. Proprio per questo motivo l’ONU sostiene l’importanza del ruolo dello sport per raggiungere gli obiettivi globali di sviluppo sostenibile stabiliti dall’Agenda 2030 (SDGs, Sustainable Development Goals).

Ogni attività, impianto e manifestazione sportiva ha un impatto significativo sull’ambiente, e numerose sono le modalità per contenerlo. Ogni circolo sportivo è un microcosmo ed un ecosistema. Ed è proprio dal micro che possiamo e dobbiamo partire, per sperimentare ed esercitarci ad affrontare il macro. L’evento sportivo coinvolge e si confronta con numerose tematiche ambientali: emissioni climalteranti, salvaguardia delle biodiversità, consumo del suolo, riqualificazione dell’edilizia ed efficienza energetica, mobilità sostenibile, produzione di energia da fonte rinnovabili, consumo della materia (riduzione, riuso, riciclo, Eco-innovazione).

Da oltre 30 anni il mondo del golf, rappresentato dalla Federazione Italiana Golf, tiene in grande considerazione il tema del rapporto tra golf e ambiente, sviluppando e sostenendo numerosi progetti atti alla sensibilizzazione di tutti gli operatori coinvolti in questo sport, storicamente immerso nel green. Il primo passo è stato fatto nel 1989, con l’istruzione della Sezione Tappeti Erbosi, che molto ha lavorato in direzione del risparmio di acqua e di prodotti chimici nella manutenzione dei campi.

L’Europa vanta comunque leggi più severe di quelle americane sull’uso di agenti chimici e fitosanitari. E in particolare l’Italia ha recepito la normativa europea fin dal 2014 con il Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. In Stati Uniti e Canada, dove la situazione è molto diversa, il tappeto erboso, anche privato, rappresenta il primo mercato per le industrie di pesticidi e fa tutt’ora uso in parte di prodotti particolarmente tossici, proibiti in Europa da oltre 50 anni.

Impegnati nel Verde è invece l’iniziativa federale di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali che, attraverso diversi step distinti in categorie di intervento, accompagna i Circoli verso il raggiungimento della certificazione ambientale GEO, Golf Environment Organisation, il programma obbiettivo di certificazione ambientale internazionale.

Infine, se alla sostenibilità ambientale aggiungiamo anche quella turistica e, non da ultima, quella economica, atterriamo sull’ultimo nato, il Progetto BioGolf. Una vera e propria sfida che punta alla opportunità di conciliare investimenti economici e sostenibilità ambientale, salvaguardando, anzi valorizzando, l’habitat che ospita e impreziosisce il campo da gioco.
Partendo dal presupposto che il Territorio Nazionale è ricco di storia e natura, la scommessa è riuscire a rispettarlo, e contemporaneamente, adeguatamente fruirne.

La prima missione?
Il progetto 50 Ryder Compact BioGolf: realizzare 50 strutture golfistiche multifunzionali a impatto ambientale basso o nullo in aree urbane fortemente degradate.
Come?
Quello che possiamo fare noi è cominciare a parlarne; creare consapevolezza e render partecipi quanti più golfisti possibile, quanti più sportivi, quanti più lettori.

Partire dal micro per sperimentare ed esercitarci ad affrontare il macro.

 

Le piccole cose sono responsabili dei grandi cambiamenti
Paulo Coelho