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Grazia Mirti

GRAZIA MIRTI

La pratica dell’oroscopo è antichissima: si dice che la madre di Alessandro Magno in preda alle doglie chiedesse consiglio sul nascituro agli astrologi, che risposero: ‘Se lo vuoi longevo ma presto dimenticato partoriscilo subito, se lo vuoi vincente e ricordato per tutta l’eternità attendi mezzogiorno, che è l’ora dei re!’ Molti imperatori romani si dilettavano di Astrologia ed erano quindi  attenti  a transiti  e temi natali… Senza scomodare illustri studiosi, scienziati, astronomi e astrologi possiamo collegare le Stelle con la natura attraverso le conoscenze tradizionali, diffuse da sempre nelle nostre campagne. Esse riguardano le Fasi della Luna, che i contadini da sempre osservano prima di seminare, potare, tagliare legna, imbottigliare il vino, preparare confetture e conserve, e via discorrendo. Regole antiche e sempre valide, che si perdono nella notte dei tempi e resistono anche al confronto con i nostri modelli moderni di vita! Esse coinvolgono la meteorologia, i presagi di gelo, i cicli mestruali femminili, le nascite. Qualsiasi ostetrico può confermare che nell’approssimarsi della Luna Nuova le sale parto si affollano di partorienti, come per un appuntamento cosmico. Mi occupo di Astrologia da oltre trent’anni, ho avuto quindi agio di verificare la corrispondenza del moto dei Pianeti anche con alcuni andamenti economici generali. E’ bene premettere che nessuno possiede la bacchetta magica, e come sia importante diffidare di coloro che affermano di avere in mano passato, presente, avvenire. Dopo molti anni di studio costante sono giunta alla conclusione che non è la disciplina stellare, a sbagliare, ma coloro che la interpretano senza rispetto, senza studiarla adeguatamente allo scopo di speculare, o improvvisando, o basandosi su nozioni alquanto limitate.
Il desiderio di scrutare il Cielo stellato è antico come l’uomo.  L’Astrologia era a quel tempo base primaria delle conoscenze umane e comprendeva in se stessa i rudimenti della moderna Astronomia, attraverso forme di culto solare e stellare. La struttura filosofica costruita da Aristotele, la ripartizione quaternaria degli Elementi in Fuoco, Terra, Aria e Acqua restò ferma e indiscutibile fino al pieno Rinascimento, quando i grandi intelletti diedero il via alla scienza moderna. Le strutture universitarie antiche erano ripartite in due parti, il Trivium e il Quadrivium. L’Astrologia faceva parte di questo secondo lotto di studi, insieme con le più nobili discipline; nessuna persona che avesse frequentato l’Università poteva ignorarne i principi. Sbaglia chi crede che Astrologia significhi tout court predire il futuro, in realtà il suo obiettivo è molto più sottile: i Pianeti vengono intesi come Archetipi interiori di una storia scritta nel momento della nascita, un imprinting espresso dalla fotografia celeste. L’Astrologia sa decifrare le attitudini, e dare sorprendenti notizie su indole e inclinazioni.

 

L’oroscopo positivo può dare coraggio e fermezza nell’agire. Quello negativo può offrire una pausa di ripensamento.

 

L’Astrologia analizza le relazioni tra Macrocosmo e Microcosmo, partendo dal presupposto che vi sia un legame tra la posizione delle Stelle e dei Pianeti nel momento in cui una persona vede la luce e l’impostazione psicologica ed evolutiva della sua esistenza. Parente povera dell’Astronomia, l’Astrologia non contempla affatto, nei suoi significati e nelle sue regole di base, nessuna delle mantiche che frequentemente le vengono sovrapposte: magia, veggenza, profezia, le quali non sono in alcun modo collegate a Stelle, Pianeti, Costellazioni. I Caldei o Mathematici, che si presentano come depositari della scienza sacra proveniente dalla Mesopotamia, si trasformano in personaggi importanti, consultati nelle occasioni significative della vita privata e pubblica. Il popolo sa che Cesare e Cicerone hanno dedicato attenzione alle ricerche sugli astri (per loro, come per molti altri, Astronomia e Astrologia coincidono). L’ispirazione astrologica è evidente nell’opera di Virgilio. Ampie tracce del passato glorioso dell’Astrologia si possono ravvisare nel linguaggio di ogni giorno, pochi sono coloro che se ne accorgono. Dalle espressioni più semplici ed immediate a quelle più complesse, di derivazione greca e latina. Ancora oggi si suole dire che una persona esercita un ascendente nei confronti di un’altra, un rimedio che possa giovare è gradito a tutti, gli stessi giorni della settimana ed i proverbi (né di Venere né di Marte non si sposa né si parte) sono strettamente legati ai pianeti della tradizione. La serietà dà i suoi frutti: negli oltre trent’anni della mia vita che ho dedicato a questi studi ho visto migliorare costantemente e in modo cospicuo l’opinione pubblica in proposito. Personaggi liberi nel pensiero e capaci di un giudizio personale fondato, indipendente e documentato, provano sincero interesse e una simpatia spontanea per un settore di studi lungo e vilipeso, oppresso e accantonato. L’amicizia e il sostegno di persone di cultura lasciano intravedere un nuovo spiraglio di democrazia delle idee verso il futuro. Un futuro che, saprà rivalutare culturalmente l’Astrologia e il ruolo che essa ebbe a sostenere nel tempo antico, come protagonista della vita universale e reale. L’oroscopo positivo può dare coraggio e fermezza nell’agire e quello negativo può offrire una pausa di ripensamento. Se l’astrologia serve a facilitare il compito dell’uomo essa merita il riconoscimento dovuto alla sapienza popolare che l’ha tramandata.

Grazia Mirti